Una maledetta promessa

….Uff, che sudata!
Marco si asciugò alla meglio il sudore sulla fronte  con il dorso della mano. Era da dieci minuti che imprecava ad alta voce in cucina, contro il lavello in acciaio inoxsuperbrillante,  che la Nina aveva preteso per la cucina nuova di zecca. Che sfizio ci sarà,  pensava,  a voler un “accidenti” del genere tutto lucido,  visto che ogni santa mattina, ogni santo giorno, ogni santa sera andava pulito lucidissimamente e anche disinfettato con lo sputo, se necessario!?
Che poi, solo a guardarlo più confidenzialmente, già si macchiava.
Erano le dieci che era entrato in cucina per pulire i bagordi della sera prima. Eh, sì che si erano tutti concentrati per lasciare il segno del loro passaggio. Ci mancava solo la Z di Zorro ed erano a posto!
In meno di dieci metri quadri si poteva trarre spunto per una tesi di laurea in Sociologia  ( perchè la gente gozzoviglia fino a morirne?)  Statistica ( Quanto gozzoviglia?)  Psicologia ( Perchè?)  Ma non era tempo di filosofare, accidenti!
Operativi, bisognava essere operativi, come gli ripeteva il suo Boss.
Così, con rinnovato entusiasmo ( parolona!) tirò fuori dal cartone i guanti gialli super deluxe e cominciò l’opera di ripulitura. Piatti, bicchieri, stoviglie. Tutta la plastica con la plastica, il vetro da parte, il cartone separato. Voleva fare tutto a puntino, una bella figura. La Nina era un’ambientalista ortodossa e guai a sbagliare la distribuzione dei rifiuti!
Si era appena complimentato con la sua perizia da ragioniere del catasto che si ritrovò tra le mani un contenitore sporco di polistirolo da gettar via.L’osservò con sospetto e aggrottando le sopracciglia si chiese dove maledizione andava buttato quel “coso”lì?! Si guardò un attimo in giro ed ecco la soluzione! Sui contenitori trovò le indicazioni che cercava. Erano disegnate che anche un bambino di dieci anni lo avrebbe capito.Meno male che le donne sono pignole, quante volte aveva detto che la Nina spaccava il capello a quattro!
 Intanto che parlottava tra sè in questo “flusso di coscienza”,  il lavoro di ripulitura procedeva( evabbè, era sopravvissuto ai fornelli unti e al pavimento inzozzato alla grandissima!) senza altri intoppi e per automotivarsi decise di spararsi nel suo Bose portatile, gli U2 con la loro “One” feat Mary J. Blige, che è una gran figa!
Gli alleggeriva il momentaccio!
Eh, sì perchè, per un figlio di trentacinque anni “bellodimammasua”, era davvero impegnativo fare le pulizie in quel modo accurato. Era stata una sfida. Quel tinello sarebbe stato uno specchio e la Nina gli sarebbe volata tra le braccia per la gioia! Aveva deciso. Era diventato grande. Anzi, era diventato uomo. Perchè sì, quest’anno, per l’Otto Marzo la Nina e le sue terribili spettegolanti amiche avevano fatto ammuina a casa loro! E dopo erano andate (pure!) a fare il pigiama party a casa della Cry dove  avrebbero dormito… Si fa per dire!
Così,  aveva deciso che da quest’anno l’Otto Marzo ci avrebbe pensato lui a coccolare l’amore suo. Come piaceva a lei, però!
Con alcune delle azioni quotidiane, ripetitive, a volte noiose, che la Nina faceva per lui.
Che forza, queste donne! Meno male che le chiamano metà, perchè se decidessero di usare anche l’altra, sai che
sfiga?
Uff… Che faticaccia!
Maledetta, dolce promessa!Emoji
“Larga la Foglia stretta la Via. Dite la vostra che ho detto la mia!
 Namastè!
Carmela

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