Arredamento a misura (e forma) d’uomo

Urinals in the toilets at the "Rosenmeer" restaurant in the western German city of Moenchengladbach are pictured on August 18, 2008. The urinals, in the shape of a mouth, created by Dutch designer Meike van Schijndel, were criticised for being offensive to women. AFP PHOTO DDP / VOLKER HARTMANN GERMANY OUT (Photo credit should read VOLKER HARTMANN/AFP/Getty Images)
Urinals in the toilets at the “Rosenmeer” restaurant in the western German city of Moenchengladbach are pictured on August 18, 2008. The urinals, in the shape of a mouth, created by Dutch designer Meike van Schijndel, were criticised for being offensive to women. AFP PHOTO DDP / VOLKER HARTMANN GERMANY OUT (Photo credit should read VOLKER HARTMANN/AFP/Getty Images)

Eccomi qua, di ritorno da una bella (e stancante) settimana passata a Londra coi miei genitori, che sono stati la fonte di ispirazione per il tema di questo nuovo articolo sulle ultime tendenze in fatto di arredamento. Mio padre mi ha, infatti, chiesto consiglio per la scelta delle nuove sedie della stanza da pranzo.

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Alla ricerca di qualcosa di creativo e stravagante che potesse sposarsi con l’arredamento minimalista di casa dei miei, mi sono imbattuta in una serie di pezzi d’arredo ispirati al corpo umano.

Il design antropomorfo è una costola della scuola “organica” che gioca con le forme umane con ironia,arrivando in alcuni casi allo sberleffo e all’eccesso, con mobili e complementi d’arredo che rispecchiano la figura umana, spesso deformandola ed esasperandola. Si ispira al corpo umano e alle sue parti fino ad ingigantirne i caratteri.

Un oggetto icona di questa branchia del design è Bocca, un omaggio a Salvator Dalì e alle labbra rosso fuoco delle dive hollywoodiane, disegnato da Studio 65 nel 1971 per Gufram, che si è trasformato in poco tempo in un vero e proprio cult, tra i prodotti più ricercati e imitati del settore e che continua ad essere molto richiesto in tutto il mondo.

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Dal 2008, Bocca viene prodotta anche in due nuove versioni: Dark Lady e Pink Lady. La prima, all black e con un piercing fuori misura, è l’interpretazione trasgressiva e un po’ gotica di questo oggetto culto, la seconda ha uno spirito più rock.

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Un altro pezzo d’arredamento che ha fatto la storia del design italiano, legato a questo stile, è la poltrona con pouf UP5, disegnata nel 1969 da Gateano Pesce per B&B, metafora della figura femminile dal grembo accogliente. La poltrona è disponibile anche in una versione junior, perfettamente fedele all’originale ma ridotta nelle dimensioni, dedicata ai bambini dai 3 anni in su.

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Ma veniamo ai pezzi meno conosciuti. L’originalità dei nuovi designers mi ha dato moltissimi spunti e ho avuto delle difficoltà a selezionare per voi i pezzi più significativi, data la vastità delle proposte, non solo rivolte all’arredamento, ma anche ai complementi e agli utensili da cucina, a cui probabilmente dedicherò un altro spazio in un secondo momento. Ecco la classifica dei miei 5 pezzi preferiti:

Al numero 5 ho messo In punta di piedi, di Fabio Novembre, un tavolo in legno massello con il piano laccato a degradare sul naturale. Questo tavolo rappresenta l’evoluzione di un oggetto di uso quotidiano che ancora una volta vede la compresenza della parte umana.

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La medaglia di legno va alla lampada da terra Penelope di Moredesign per Myyour. Penelope si ispira alle statue classiche, ornamento di ville e giardini, ma con linee più stilizzate, rivisitate con un occhio attento all’arte moderna. Antropomorfa ma fuori misura (è alta oltre due metri) è una lampada dalla forte personalità, adatta sia per interni che per esterni.

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Ed eccoci arrivati al mio, personalissimo, podio. Ho riservato il terzo posto a una poltrona molto particolare, che probabilmente non piacerà a tutti, ma che io vedrei benissimo in una stanza grande, con pochi arredi sulle tinte del bianco e dalle linee minimali, il solito gioco dei contrasti che trovo sempre avvincente: la poltroncina Jolly Roger, disegnata da Fabio Novembre. Coerente con l’attitudine che accomuna tutti i prodotti Gufram, allontanandosi dagli standard tipologici del progetto di arredamento, rappresenta un gesto di rivendicazione di libertà, sinonimo di indipendenza intellettuale.

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Il secondo posto va ad un altro pezzo del maestro Gaetano Pesce, appartenente alla stessa serie della poltrona UP5: UP7, conosciuta semplicemente come Piede, è stata disegnata nel 1969, sempre per B&B. Non è più in produzione, ma può essere realizzata su richiesta, si tratta quindi di un oggetto molto esclusivo. Non si tratta di una scultura, ma di una seduta, una chaise long per la precisione, realizzata in poliuterano.

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Infine uno dei miei preferiti in assoluto per originalità ma allo stesso tempo semplicità estrema: la poltrona Nemo, disegnata per Driade, ancora una volta, da Fabio Novembre e presentata al salone del mobile di Milano nel 2010. E’ una seduta per esterni in polietilene il cui schienale ha la forma di un volto umano dai tratti classici, privo di espressione, che sembra sospeso fuori dal tempo. E’ disponibile in bianco, nero e rosso.

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E voi, mettereste nelle vostre case uno di questi stravaganti oggetti? Io li trovo bellissimi.

 

Francy

 

 

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