Abito con gonna in Tulle Anisya e i sogni realizzati

Era domenica. Avevo più o meno l’età di mia sorella. I miei ci portavano sempre ad Agropoli, dopo che papà aveva ascoltato le partite. Per chi non è delle mie parti Agropoli è una bella cittadina di mare famosa per il suo porto e per i cornetti del “pittore”, un posto romantico che vive anche grazie alla suggestiva atmosfera.Io ero la bambina dello zucchero filato. Fra il rosa impasticciato sul mio viso e il cielo azzurro sopra di me, sognavo ad occhi aperti il mio futuro.Sognavo di diventare grande.In fretta.E sognavo di vedere realizzati tutti i miei sogni. Improvvisamente, senza zucchero filato, ma con ancora il cielo azzurro sopra di me e i sogni nel cassetto, sono diventata una giovane donna e quella città a  me cosî cara per i bei ricordi d’infanzia, mi ha regalato una bella emozione quando in una sera d’estate io e Fili andammo a cena insieme dopo tre mesi di lontananza l’uno dall’altra.Non potevo sapere che quella sera parlando dell’Olanda la mia vita sarebbe cambiata radicalmente e che strada facendo avrei smesso di sognare.Un bambino non sa mai quanto la vita, crescendo possa diventare dura. I miei primi anni nel paese dei tulipani sono stati bui, senza cieli azzurri e senza zucchero filato. Mi guardavo spesso indietro e non rivedevo più quella bambina felice che i miei genitori avevano cresciuto con immenso amore.Ma non ho mollato, nemmeno quando vedevo i miei sogni disintegrarsi davanti ai miei occhi. Ci sono voluti quasi tre anni per ritrovare quella bambina e di conseguenza la felicità, eppure alla fine quando tutto sembrava perfetto ho ricevuto l’ennesima delusione. Non è facile rialzarsi quando si è soli e lontani da casa, ma ad un certo punto mi sono guardata intorno e ho capito che una parte dei miei sogni di bambina l’avevo realizzata:avevo reso fieri i miei genitori, comprato e arredato casa con il mio compagno usando solo le nostre forze, avevo creato intorno a me un circolo di amici leali ed onesti pronti a sostenermi in ogni momento, avevo quasi raggiunto il mio obiettivo lavorativo…ero quasi riuscita in tutto…mi mancava cosî poco per il traguardo che non potevo assolutamente permettermi di mollare. No, non io. Mi sono fatta forza.Ho ripensato a quanto questa felicità mi è costata.A quanto dolore ho dovuto patire prima di arrivare qui oggi.Ho guardato il cielo azzurro ancora sopra di me, ho indossato l’abito con gonna di tulle che avevo anche da bambina(io e il mio amore viscerale per la danza classica), sono uscita e ho preso dello zucchero filato.Zucchero filato rosa, proprio come allora. Ho trovato la forza di ritornare a sognare e alla fine questo sogno si è realizzato. What goes around comes around, diceva la canzone.Ed è così anche per i sogni, se ci hai creduto davvero col cuore essi ritornano da te per realizzarsi anche quando te ne stavi per dimenticare.

Dedicato a chi ha sempre creduto in me e nel mio lavoro, sostenendomi con il cuore in ogni mia decisione.

Ma ancor più a chi mi ha deluso e usato per i propri comodi cercando, meschinamente, di mettermi i bastoni fra le ruote.

Questo mio successo è per tutti voi. Per tutti quelli che guardando il cielo azzurro, indossando un abito di tulle e sporcandosi con lo zucchero filato…riescono ancora a sognare.

 

 

Perchè c’è che ho imparato a sognare e non smetto più.

Alla mia mamma e al mio papà che oggi dopo tanti sacrifici, hanno gioito con e per me.Vi amo.

 

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