Partenze e arrivi. Una tuta comoda e la tenerezza di essere simili.

tuta two play

Ore 7,30 del mattino. Un freddo pungente attraversa il mio corpo ancora caldo dalle lenzuola del letto grande dell’albergo.Una Milano buia mi da il buongiorno. Poche luci all’orizzonte. Esco dal l’hotel e aspetto un taxi.Qualcuno distratto mi passa accanto. Il fruttivendolo difronte inizia a metter fuori i suoi frutti più belli prima che il sole lo sorprenda. Resto lì fra i miei pensieri che fanno più rumore di questa città che si sta pian piano svegliando. Arrivo in stazione e in pochi minuti la città inizia  a vivere. Vedo persone accanto a me correre, ognuno immerso nella propria vita,nella propria routine.Mi siedo. Infondo l’unico aspetto positivo delle stazioni è che ci si può eclissare fra la gente mettendosi in un angolo a guardare tutte quelle vite passare e aver voglia di capirle. L’uomo difronte a  me probabilmente sta tornando da sua moglie, stringe tra le mani  dei bellissimi fiori e ha gli occhi di chi non ha smesso di amare nonostante gli anni.La ragazza con il cappellino rosso sorseggia un caffè e guarda diritta davanti a lei, verso questo nuovo giorno sembra preoccupata forse sarà colpa di quel  professore cosi’ esigente. E poi ci sono quelle signore dall’altro lato,  parlano e scherzano fra di loro e stringono tra le mani quaderni e borse da lavoro e sembrano felici e tenaci. Il ragazzo laggiù parla con un amico, sembra un tipo apposto . È ben vestito, fuma una sigaretta ma  mi accorgo che i suoi occhi parlano una lingua diversa da lui che sembra così sicuro e fiero di sè. Lo
guardo meglio e riesco a sentire il suo dolore. Le sue paure. Lo guardo a lungo e rivedo in lui un po’ di me. Di nuovo lontana da casa. Di nuovo sola . Pronta a ricominciare,a rischiare ma piena di paura. Come quando ti tuffi per la prima volta nel mare azzurro,sai che sarà splendido ma quando stai per lanciarti inizi a sentire l’ adrenalina mista alla forte paura.Questo si prova quando alla fine smettiamo di farci troppe domande e iniziamo a godere di ciò che circonda.Quando riusciamo per un attimo a metterci nelle vite degli altri .E’ cosi’ bello scoprire di non essere gli unici ad avere paura, ad essere felici, ad essere preoccupati o ad essere innamorati. Sorrido .Il mio treno è arrivato, metto su le cuffie e sorrido di più. Ora so che a volte per essere felici basta davvero poco. Un sorriso. Un filo di vento che ti scompiglia i capelli. Due occhi da guardare, una canzone e la tenerezza di essere simili.
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